bollino ceralaccato

Medit-Azione Agile: per attivare Azioni e Connessioni ottimali al mio Senso

Un approccio BioFisico alla meditazione, per renderla efficace e praticabile. A cosa serve veramente, e quali sono i suoi quotidiani problemi di applicabilità? Per una solida Resilienza incorporata, per rimanere in Cammino - malgrado...

E' spesso emerso, da parte dei Partecipanti ai miei incontri "Satsang Laici" [1] e "Kairòs - per (ri)annodare Connessioni", l'interrogativo:

a cosa serve la meditazione?

 Io la trovo efficace per:
- evitare di correre correre correre, per poi ritrovarsi a... correre nella direzione sbagliata.  Qual è il vero senso del mio cammino, non impostomi da altri, da ruoli o da memi? Quali realistici e realizzabili gradi di libertà ha il mio cammino?
- far emergere idee, soluzioni a problemi (anche complessi), pensieri costruttivi e creatività.  Quali errori e sprechi nell'affrontare quotidiane attività senza tali nutrimenti? Io interrompo e riprendo, anche più volte, la mia Medit-Azione per registrare e/o attuare intuizioni: è parte integrante del mio agire quotidiano, come lavare le mani, mangiare, connettermi ad Altri, camminare.... 
- sentirsi in equilibrio tra varie emozioni ed espressioni naturali: gioia, rabbia, serenità, paura, pace, ribellione, collaborazione, competizione, affinità, distacco...  Non credo che nessuna di queste meriti di venire demonizzata oppure santificata, mentre...  W il loro mix (con ottimali Strategie Miste)!

- rafforzare una resilienza incorporata, una capacità di rimanere in cammino - malgrado...    E, da qui, procedere con i passi ottimali verso l’Autostima e la Felicità Sostenibile [2];

attivare azioni e connessioni coerenti, efficaci, tempestive e cariche di energici moventi per i miei obiettivi, per i miei sogni creatori [3];

- soprattutto, realizzare una efficace attrazione di azioni e connessioni ottimali per me, sulla base di priorità da ordinare, focalizzare, “recitare” durante la Medit-Azione Agile.

Quale migliore antidoto alla apatia, alla svogliatezza, alla noia...?

 problemi tipici della meditazione sono:

- viene spesso richiesto di non pensare, di bloccare il pensiero; proprio per aiutare tale "assopimento" mentale, ci si sforza di concentrarsi sulla respirazione, su dettagli del corpo e su aspetti dell'ambiente. Risultato (per molti, non per tutti): noia, ansia, sensazione di perdita di tempo.  Giusto.
- viene spesso richiesta una disciplina che, in termini di tempi, luoghi e silenzi, si concilia poco con la nostra vita. Risultato (per molti, non per tutti): si pratica finché c'è l'impegno (economico o morale) di partecipare a sessioni comuni e/o con "maestri", rendendo ardua la pratica autonoma con tempi e luoghi più fruibili.

L'approccio scientifico alla meditazione

richiede la verificabilità (Principio Primo della Scienza), "misurandone" alcuni aspetti quali:

- at-tirare sorprese (l'essenza dei fenomeni complessi, vivi, nelle varie forme di:  sincronicità, coincidenze non casuali, serendipity, kairòs, "miracoli"... ). Quante, quali, quando e come emergono sorprese at-tirate dalla realtà?
- "scoprirsi" diversi, cambiati, ossia:  notare, in specifiche e abituali attività, una diversa, migliorata capacità (creatività, lucidità, prontezza di parola / pensiero, presenza attenta, pace mentale e/o emozionale...);
- provare piacere: se non si prova alcuna forma di piacere dopo le prime 6 meditazioni, lasciare perdere.

Evidenze:

oltre alle mie evidenze negli ultimi anni, presento qui alcune esperienze interessanti da parte di altre Persone [mie precisazioni in parentesi quadre]

1)  Donna, Under40:
-  dopo 1 gg di Medit-Azione AGILE (descritta sotto): "Le prime tre sere l'ho provata già coricata nel letto, quindi in posizione che di solito non si addice ad una meditazione; in ogni caso, tutte e tre le volte mi sono addormentata subito e serenamente (ero anche stanca e appagata dalla giornata, ma ho notato cmq una maggiore velocità di addormentamento). Al risveglio, riscontro un'elevata memoria onirica, ovvero ricordo i sogni nella loro interezza, per quanto siano strani e ricchi di colpi di scena".
dopo 1 settimana:  "Il tutto sarà durato una 20-ina di minuti con una mia amica. Ho iniziato invitando a focalizzarci su Ajna chakra ["Terzo Occhio"] e di respirare attraverso quel punto, per poi spingere indietro il punto tra i due emisferi ["Punto A", descritto sotto].  A me, personalmente, percepire quel punto che tocca entrambi gli emisferi mi ha fatto partire l'immagine di un pezzo di cervello “nuovo” che spunta, che “nasce” dai due emisferi e li connette. La sensazione è quella di essere in uno stato di UNIONE."
2)  Uomo, Over50: pratica varie forme di meditazioni da molti anni e, dopo aver praticato Medit-Azione Agile, dopo 1gg e per 1 minuto verso le 19:00, ha percepito una sensazione di "centratura” più potente e interna rispetto a una usuale concentrzione sul terzo occhio.

3) Donna, Over50:  

-  dopo 2gg di pratica, prima di colazione per 10', le emerge una "visione" mai capitata prima:  un "tunnel" che percorreva con estrema serenità, curiosità e percezione di viaggiare velocemente scendendo sempre più in basso fino a intravedere, confusamente in fondo al tunnel, un volto, forse di un uomo; poi veniva “risucchiata“ così da ripercorrere il viaggio a ritroso.  La visione si ripete dopo alcuni giorni: percezione di viaggiare velocemente lungo un corridoio di un appartamento (intravede confusamente elementi di arredamento) caratterizzato da molte curve e svolte che percorre senza timore ma, anzi, con la curiosità di capire dove andrà a finire. Improvviso arresto e “rientro” all’indietro.  La "visione" di una sorta di "passaggio" si ripete ancora in altre forme (galleria rocciosa ecc..).

- dopo una settimana, prima di colazione per 10', emerge un pianto di gioia nel percepire intensamente, a livello fisico e mentale, la realizzazione (prossima?) di uno dei 3 obiettivi che focalizza durante la meditazione [un aspetto importante  della  Medit-Azione Agile]. Sensazione di felicità e sollievo per aver finalmente realizzato l’obiettivo. [rimane però importante la realizzazione, e non la percezione di realizzazione].

 

Medit-Azione Agile 

(o del Punto A = coppia pituitaria - ipotalamo)
a) questa meditazione non richiede disciplina e/o tempi medio-lunghi, dato il suo approccio più scientifico / meno empirico. La sua pratica può avvenire seguendo le semplicissime indicazioni fornite qui di seguito e, soprattutto, quando e dove vogliate con riscontri che devono essere immediati e piacevoli;
b) i riscontri esperiti (per es. visioni, percezione di realizzazione, sogni vividi e memorizzati, sbadigli, brividi ecc ecc..) non sono, ovviamente, lo scopo della meditazione ma sono solo dei segnali oggettivi di aver raggiunto / "massaggiato" / "acceso"  tale Punto A.  E' come se fossero, metaforicamente, i "tic" di un interruttore che dovrà efficacemente accendere luci, attivare funzionalità, avviare motori... - i veri obiettivi (metaforici) dell'individuare il Punto A;
c) il luogo è assolutamente indifferente, sia in termini di spazi, di comodità, di silenziosità, poiché - come detto - questa meditazione non richiede tempi, discipline e metodologie che presuppongano tali elementi ambientali; anzi, la pratica è possibile in qualsiasi luogo, momento, movimento (camminando, cucinando, facendo la cyclette, curando piante, lavorando in ufficio....);
d) i riscontri fisici percepiti (per esempio: sbadigli, brividi...), coerenti con varie funzionalità dei nuclei cerebrali coinvolti nel Punto A, sono limitati al momento di pratica, senza strascichi in successivi momenti della giornata, se non per i benefici attivati; insomma: non si continua, per esempio, a sbadigliare per tutto il giorno (come mi è stato chiesto...).

L'Obiettivo della Medit-Azione Agile è di rendere più fruibile, ripetibile, verificabile e consapevole i benefici di una migliore Connessione IN (interna, cervello-corpo), anzitutto, per poter meglio procedere, successivamente, a efficaci Connessioni OUT (esterne, con gli Altri, con l'Ambiente - tutto). E così, rendere più scientifico (BioFisico), quanto perseguito empiricamente da millenni con svariate pratiche, quali: meditazioni, preghiere, danze, yoga, creazioni artistiche, auto-ipnosi, sesso, cura delle piante, cucinare, camminare  ecc...

 

Indicazioni per il Punto A

per una efficace e benefica Medit-Azione Agile
Vi chiedo la gentilezza di provare, mentre svolgete le vostre abituali attività, a portare la concentrazione dal Terzo Occhio (punto sulla fronte tra le sopracciglia) verso l'interno della fronte, e quindi nel cervello.  Provate poi a portare tale Punto di Concentrazione sempre più all'interno del cervello fino a percepire qualcosa di unico, mai provato prima.  Tutto qui.
Da qui parte la personale Medit-Azione Agile che può essere composta da, integrata da, condivisa con:
- focalizzazione di specifici problemi da affrontare;
- recitazone di cambiamenti personali perseguiti;
- concentrazione su elementi corporei o psichici sofferenti;
- connessione a obiettivi con i quali sentirsi "coincidente", con-sono...  Insomma: viverli.

Vi sarò estremamente grato se vorrete segnalarmi tali percepzioni ed esperienze in termini di:
- reazioni fisiche specifiche e ripetute (per esempio: sbadigli molto profondi e ripetuti, brividi intensi e piacevoli nella schiena, o altro...);
- umore (per esempio: immediata pace, serenità, "centratura" o altro...);
- pensieri costruttivi, soprattutto se inerenti a soluzioni di problemi pendenti;
- intuizioni "fuori dagli schemi" che si dimostrano validi ("Effetto Ramanujan");
- addormentamento rapido, soprattutto in caso di risvegli notturni;
- immediato abbassamento del livello di stress, misurabile per chi utilizzasse "Misuratori di Stress" (per es.: una delle funzioni nell'app Samsung Health).

Punto A - Approfondimento

La coppia di nuclei cerebrali Ipotalamo - Pituitaria rappresenta un punto di passaggio molto importante tra Psiche (pensieri, sentimenti, emozioni, sogni...) e Soma (attività motorie, ormonali, "body-language", temperatura, "effetto pelle", "ragionamenti di pancia", ecc ecc...).   A semplice titolo d'esempio, reazioni quali ripetuti e profondissimi sbadigli sono associabili al nucleo paraventricolare dell'ipotalamo, mentre brividi piacevoli nella schiena sono associabili al nucleo dorso-mediale dell'ipotalamo.
La qualità di tale connessione tra Psiche e Soma può dipendere da tanti fattori che, come per un interruttore elettrico (perdonatemi l'analogia non-dimostrativa ma utile...), possono corrispondere a varie forme di ossidazione, di sfilacciamento delle micro-connessioni e/o di altro capace di rendere poco efficace e poco efficiente tale "interruttore".  Sempre rimanendo nell'ambito dell'analogia elettrica (che non ha alcun valore scientifico), ciò può risultare in trasmissioni di segnali distorti, amplificati o bloccati, in un surriscaldamento della giunzione con dispendio di energia eccessiva per ottenere l'effetto atteso.
Tale Punto A potrebbe rappresentare (da dimostrare...) l'elemento primario ed essenziale di efficaci ed efficienti Connessioni IN (interne) sia verticalmente (tra cervello e corpo) sia orizzontalmente (tra emisfero sinistro e destro del cervello, oltre al corpo calloso che li connette fisicamente).
Alcune delle esperienze su citate sono presenti anche in altre forme di meditazione che presentano, a mia esperienza, una insufficiente replicabilità a causa di un tradizionale approccio empirico anziché scientifico, con conseguenti effetti più casuali.  Le conoscenze scientifiche acquisite soltanto negli ultimi 30 anni (Scienze Cognitive, in primis) potrebbero permettere, invece, di utilizzare consapevolmente i processi più profondi e comuni di tali pratiche per renderne i benefici più mirati, frequenti, verificabili ("misurabili"), sistematici, diffusi, efficienti ed efficaci (comunque, mai al 100%, ovviamente...).

Sarebbe molto interessante se anche tu provassi nuove esperienze ripetibili, utilizzando il Punto A della Medit-Azione Agile, con verificabili benefici.

Grazie per la Connessione 

Nicola Antonucci

NOTE:

[1] Incontri "Satsang Laici" e "Kairòs - per (ri)annodare Connessioni" – fisici a casa mia, pubblici o via skype (prenotabili scrivendo a:  nicola.antonucci@complexlab.it).

[2] Felicità sostenibile e felicità puntuale: la felicità è un termine troppo astratto e complesso per non creare confusione e fraintendimenti, anche dolorosi. Ho distinto, nel mio libro “Teoria e Pratica nella Felicità Sostenibile” (scaricabile gratuitamente), la felicità sostenibile da quella, tradizionale e controproducente, puntuale. La felicità puntuale è lo stato di gioia derivata dal raggiungimento di un obiettivo e dal suo godimento; è caratterizzato da un picco di specifiche scariche ormonali e di neurotrasmettitori che ingenerano il bisogno di replicarle, con conseguente sia dipendenza sia assuefazione con l’esigenza di dosi sempre più intense e/o frequenti. Risultato: insoddisfazione strutturale e, alla lunga, infelicità. La felicità sostenibile, invece, la si misura negli stati di infelicità, di “caduta” ed è il movente che ci rimette in cammino. L’innesco di tale movente è dato dall’avere un orizzonte che ci attiri con un importante, impegnativo e sfidante obiettivo – meglio ancora se ad attirarci è un orizzonte di Sogno Creatore [vedi nota 3].

[3] Sogni creatori (da non confondere con i sogni onirici!): nello stesso libro, ho classificato le varie forme di nostre proiezioni future: progetti, obiettivi, visioni, sogni creatori, utopie.  Gli “zuccheri” del nostro Cammino esistenziale, per dargli una iniziale energia, sono rappresentati dai progetti. I “carboidrati” per nutrire con una maggiore persistenza tale Cammino sono forniti dagli obiettivi. Le “proteine” per strutturare un Cammino di lungo periodo, esistenziale sono fornite solo dalle visioni di lungo periodo e dai sogni creatori (“I have a Dream” – M.L.King). Nello stesso libro sono forniti anche i criteri per stimolarli, applicarli e “misurarli”.

 

 

 

 

 

 

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